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Pagina:Erodiano - Istoria dell'Imperio dopo Marco, De Romanis, 1821.djvu/204

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riguardo una soverchia bontà e riverenza, compiacendola eziandio contro i dettami della propria coscienza. Avendo in si fatto modo governato l’imperio per lo spazio di tredici anni, senza che in quanto a lui si levasse il menomo lamento, eccoti all’improviso venir lettere di Sorìa e di Mesopotamia, nelle quali quei generali davan nuova: Che Artaserse re de’ persiani ave a debellato i parti, e privato del regno e della vita Artabano loro re, che il primo ebbe nome di gransignore, e due diademi adoperava, e che quindi procedendo innanzi si era sottomessi tutti i popoli vicini, e se gli avea renduti tributarj: non bastato il Tigri a fare argine alle sue escursioni, ma che valicatolo scorrea sopra quel de’ romani, saccheggiava la Mesopotamia, e minacciava la Siria, dicendo che tutto ilcontinente eli è situato fra il mare Egèo e l’Ellesponto, e che guarda l’Europa, e Asia si chiama, fu proprietà de’ suoi maggiori, e come tale volerlo ripigliare, per tenersi in obbligo di ricuperare alla persiana monarchia nella sua integrità questo tratto di paese, che da Ciro il quale trasferì l’imperio da’ medj ne’ persiani fino all’ultimo Dario vinto da Alessandro, era stato governato da’ satrapi della sua nazione.