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estensione della meccanica 265


Ma consideriamo ora la somma. Riunendo due corpi ugualmente caldi non si ottiene un corpo più caldo; la temperatura non varia.

Siamo perciò arrestati nel tentativo di considerare le temperature come quantità, somme di parti.

Per riuscire a codesto scopo occorrerebbe possedere non il concetto di «temperature uguali», ma quello di «aumenti uguali di temperatura».

Si potrebbe allora considerare come somma di due aumenti, da A a B, e da B a C, l’aumento di temperatura per cui si passa da A a C, con una riunione di due passaggi successivi.

Ma se ogni termometro di riferimento permette di definire gli aumenti uguali di temperatura, questa definizione è strettamente relativa alla scelta della sostanza termometrica, giacchè «aumenti di temperatura che corrispondono a dilatazioni uguali di una data sostanza corrispondono a dilatazioni disuguali di un’altra». E d’altra parte non vi è nell’aumento di temperatura alcun dato di sensazione che valga a discriminare la scelta di un certo gruppo di termometri.


§ 5. Misura dell’intensivo.

Ora che significato ha l’ipotesi metafisica che postula al disotto di ogni variazione fenomenica un sostrato quantitativo?

Poniamo, p. es., che il calore sia dovuto ad un fluido particolare contenuto nei corpi.

Per un osservatore dotato di sensi abbastanza sottili, il riscaldamento sarebbe dunque accompagnato dalla vista dell’aumento della quantità del fluido. Prendiamo il fenomeno del calore nella sua integrità complessa: impressione tattile e osservazione visiva; facendo astrazione dal primo ordine di sensazioni, riesciamo così a rappresentare le temperature come quantità proporzionali alle densità del fluido calorifico.


L’ipotesi del fluido calorifico ha dunque questo valore, d’indurci a ritenere come associato in modo essenziale alla temperatura un elemento quantitativo. È vero che il riconoscimento di questo non ci è consentito dalla ottusità dei nostri sensi, fortunata circostanza che ci vieta di mettere a cimento le ipotesi metafisiche; ma resta la fiducia che fra le varie associazioni possibili del fenomeno si possa discernere un gruppo di associazioni notevoli, nelle quali si scorga una indiretta constatazione del suo ipotetico sostrato. Di più la rappresentazione del fluido calorifico c’induce, come vedremo, a fare una scelta concreta.


Lo stesso ufficio adempie in generale l’ipotesi cartesiana per riguardo alla misura dell’intensivo.