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[720-744] libro xii. 593

720Onor, grandezza e signoria t’acquisto
Col sangue mio. Tu poi, quando maturi
Fian gli anni tuoi, fa che d’Enea tuo padre
E d’Ettore tuo zio sì ti rammenti,
Che ti sian le fatiche e i gesti loro
725A gloria ed a vertute essempi e sproni.
     Detto così, fuor de le porte uscendo,
Brandì la lancia, e tutti in un drappello
Ristrinse i suoi. Memmo ed Antèo con esso,
E quanti altri del vallo erano in prima
730Lasciati a guardia, il vallo abbandonando,
Dietro gli s’inviaro. Allor di polve
Levossi un nembo, e d’ogn’intorno scossa
Al calpitar de’ piè tremò la terra.
     Turno di sopra un argine mirando,
735Questa gente venir si vide incontro.
Viderla, e ne temero e ne tremaro
Gli Ausoni tutti. Udinne il suon da lunge
Giuturna in prima, e per timore indietro
Se ne ritrasse. Enea volando, al campo
740Spinse lo stuol, che polveroso e scuro
Tal se n’andò qual d’alto mare a terra
Squarciato nembo, quando, ohimè! che segno
E che spavento, e che ruina apporta
Ai miseri coloni! e quanta strage

Caro. — 38. [437-453]