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Rapidamente; addur si fece avanti145
I suoi cavalli, e le fattezze e ’l fremito
Notando, se ne gode, e ne concepe
Speme e vittoria: chè di razza usciti
Eran già d’Orizìa, da cui Pilunno
Ebbe giumente e corridori in dono,150
Che di candor la neve, e di prestezza
Superavano il vento. Avean d’intorno
I valletti e gli aurighi che palpando,
Forbendo e vezzeggiando, in varie guise
Gli facean lieti, baldanzosi e fieri.155
Fatte poscia venir l’armi, si veste
La sua corazza d’oricalco e d’oro
E dentro vi s’adatta e vi si vibra
Con la persona. Imbracciasi lo scudo,
Pruovasi l’elmo; e la vermiglia cresta160
Squassando, il brando impugna, il fido brando
Da lo stesso Vulcano al padre Dauno
Temprato in Mongibello a tutte pruove.
Alfine un’asta poderosa e grave,
Ch’appo un’alta colonna era appoggiata165
In mezzo de la casa, in man si pianta,
Spoglio d’Àttore aurunco. E poichè l’ebbe
Brandita e scossa: Asta, gridando disse,
Ch’a le mie fazïoni unqua non fosti

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