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DELL’ENEIDE


Libro Decimo


 
     Aprissi la magion celeste intanto,
E del cielo il gran padre in cima ascese
Del suo cerchio stellato. Indi mirando
La terra, e de’ Troiani e de’ Latini
Visto il conflitto, a sè degli altri Dei5
Chiamò ’l consiglio. E com’era da l’orto
E da l’occaso la sua reggia aperta,
Ratto tutti adunati, assisi e cheti,
Disse egli in prima: Cittadini eterni,
Qual v’ha cagione a distornar rivolti10
Quel ch’è già stabilito? A che tra voi
Con tanta iniquità tanto contrasto?
Non s’è da me già proibito e fermo
Che non deggian gli Ausoni incontro a’ Teucri
Sorgere a l’armi? Che discordia è questa15
Contro al divieto mio? Qual ha timore
A la guerra incitati o questi o quelli?
Tempo vi si darà ben degno allora
Di guerreggiar (non l’affrettate or voi)

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