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DELL’ENEIDE


Libro Nono.


     Mentre così de’ suoi scevro e lontano,
Enea fa d’armi e di sussidi acquisto,
Giuno di concitar la furia e l’ira
Di Turno unqua non resta. Erasi Turno
Col pensier della guerra al sacro bosco5
Di Pilunno suo padre allor ridotto,
Che mandata da lei di Taümante
Gli fu la figlia in cotal guisa a dire:
     Ecco, quel che tu mai chiedere a lingua,
O ’mpetrar dagli Dei, Turno, potessi,10
Per sè l’occasïon ti porge e ’l tempo.
Enea, mentre dagli altri implora aita,
Le sue mura, i suoi legni e le sue genti
Lascia ora a te, se tu ’l conosci, in preda.
Ei coi migliori al palatino Evandro15
Se n’è passato, e quindi è ne l’estremo
Penetrato d’Etruria. Ora è nel campo
De’ Toschi, e favvi indugio, ed arma agresti.
E tu qui badi or che di carri e d’armi

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