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[1170-1194] libro vii. 347

1170Per virtù d’erbe e per pietà che n’ebbe
La casta Dea, fu rivocato in vita.
Sdegnossi il padre eterno ch’un mortale
Fosse a morte ritolto; e l’inventore
Di cotal arte, che d’Apollo nacque,
1175Fulminando mandò ne’ regni bui.
Ippolito da Trivia in parte occulta,
Scevro da tutti, a cura fu mandato
D’Egèria ninfa, e ne la selva ascoso,
Là ’ve solingo, e col cangiato nome
1180Di Virbio, sconosciuto i giorni mena
D’un’altra vita. E quinci è che dal tempio
E da le selve a Trivia consecrate
I cavalli han divieto: chè, lor colpa,
Fu ’l suo carro e ’l suo corpo al marin mostro,
1185E poscia a morte indegnamente esposto.
Il figlio, che pur Virbio era nomato,
Non men di lui feroce, i suoi destrieri
Esercitava, e ’n su ’l paterno carro
Arditamente a questa guerra uscío.
1190Turno infra’ primi, di persona e d’armi
Riguardevole e fiero, e sopra tutti
Con tutto ’l capo, in campo appresentossi.
Un elmo avea con tre cimieri in testa
E suvvi una Chimera, che con tante

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