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xxxvi argomenti.

LIBRO XII.


Turno vedendo l’abbattimento dei Latini, e che omai solo in sè stesso poteva riporre ogni speranza, malgrado le rimostranze di Latino e le molte lacrime della regina che lo scongiurano a porsi giù dall’impresa, delibera di venire a singolar tenzone con Enea, e gli manda la sfida, 1-106. Enea l’accetta; e le condizioni sono solennemente giurate da una parte e dall’altra; ma la ninfa Iuturna, sorella di Turno, eccitata da Giunone, subito le disturba, 107-243. Ad istigazione dello stesso augure Tolumnio, di qua e di là si viene a sanguinoso conflitto, nel quale Enea ferito è costretto di abbandonare il combattimento, 244-323. Di ciò accortosi Turno fa dei Troiani intorno a sè un monte di cadaveri, 324-382. Intanto Venere con dittamo cretico guarisce la piaga del figlio, 333-429. Il quale, dopo una breve esortazione ad Ascanio, accorre di nuovo in aiuto de’ suoi, e provoca Turno a battaglia, chiamandolo a nome. Ma questi per frodi della sorella Iuturna è vòlto altrove, 430-485. Perlochè Enea, fatta molta uccisione di Rutuli, avvicina tanto l’esercito alla città, da appiccare il fuoco agli steccati e ai primi edi-