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326 l'eneide [645-669]

La tua sposa e ’l tuo regno? Il re, la figlia645
E la dote, ch’a te per gli tuoi merti,
Per lo sparso tuo sangue era dovuta,
E già da lui promessa, or ti ritoglie;
E de l’una e de l’altro erede e sposo
Fassi un esterno. O va, così deluso,650
E per ingrati la persona e l’alma
Inutilmente a tanti rischi esponi.
Va', fa strage de’ Toschi. Va', difendi
I tuoi Latini e in pace li mantieni.
Questo mi manda apertamente a dirti655
La gran saturnia Giuno. Arma, arma i tuoi;
Preparati a la guerra; esci in campagna;
Assagli i Frigi, e snidagli dal fiume
C’han di già preso, e i lor navili incendi.
Dal ciel ti si comanda. E se Latino660
A le promissïon non corrisponde,
Se Turno non accetta e non gradisce
Nè per suo difensor nè per suo genero,
Provi qual sia ne l’armi, e quel ch’importi
Averlo per nimico. Al cui parlare665
Il giovine con beffe e con rampogne
Così rispose: Io non son, vecchia, ancora,
Come te, fuor de’ sensi; e ben sentita
Ho la nuova de’ Teucri, e me ne cale

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