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[120-144] libro vii. 305

Era fregiata. Indi con rogio vampo,120
Con nero fumo e con volumi attorti
S’avventasse d’intorno, e l’alta reggia
Tutta di fiamme empiesse: orrendo mostro,
E di gran meraviglia a chiunque il vide.
Gli áuguri ne dicean che fama illustre125
E gran fortuna a lei si portendea;
Ma ruina a lo stato, e guerra a’ popoli.
     A questi mostri attonito e confuso
Il re tosto a l’oracolo di Fauno
Suo genitor ne l’alta Albunea selva130
Per consiglio ricorse. È questa selva
Immensa, opaca, ove mai sempre suona
Un sacro fonte, onde mai sempre essala
Una tetra vorago. Il Lazio tutto
E tutta Italia in ogni dubbio caso135
Quindi certezza, aita e ’ndrizzo attende.
E l’oracolo è tale. Il sacerdote
Nel profondo silenzio de la notte
Si fa de l’immolate pecorelle
Sotto un covile, ove s’adagia e dorme.140
Nel sonno con mirabili apparenze
Si vede intorno i simulacri e l’ombre
Di ciò ch’ivi si chiede, e varie voci
Ne sente, e con gli Dei parla e con gl’Inferi.

Caro. — 20. [76-91]