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[1170-1193] libro v 241

Torme di pistri e di balene immani,1170
Di Glauco il vecchio coro, e d’Ino il figlio,
E i veloci Tritoni, e tutto insieme
Lo stuol di Forco. Da sinistra intorno
Gli era Teti, Melite e Panopèa,
Spïo, Nisea, Cimòdoce e Talìa.1175
     Qui per l’amara dipartenza afflitto,
Il padre Enea rasserenossi in parte,
E ciò che a navigar facea mestiero
Gioiosamente a’ suoi compagni impose.
Tirâr l’antenne, inalberâr le vele,1180
Sciolsero, ammainâr, calaro, alzaro,
Fer le marinaresche lor bisogne
Tutti in un tempo, ed in un tempo insieme
Drizzâr le prore al mar, le poppe al vento.
Innanzi a tutti con più legni in frotta1185
Gía Palinuro, il provvido nocchiero,
E gli altri dietro lui di mano in mano.
     Era l’umida notte a mezzo il cerchio
Del ciel salita, e già languidi e stanchi
Su i duri legni i naviganti agiati1190
Prendean quïete; quando ecco da l’alte
Stelle placido e lieve il Sonno sceso
Si fece quanto avea d’aëre intorno

Caro. — 16. [822-839]