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224 l’eneide. [745-769]

745E ’l foco in aura dileguossi e sparve.
Tal sovente dal ciel divelta cade
Notturna stella, e trascorrendo lascia
Dopo sè lungo e luminoso il crine.
A questo augurio attoniti i Sicani
750E i Teneri tutti, umilemente n terra
Gittârsi, ed agli dii pace chiedero.
Solo Enea per sinistro e per infausto
Non l’ebbe; e ’l vecchio Aceste, che gioioso
Era di ciò, gioiosamente accolse,
755E molti doni appresentògli, e disse:
     Prendi, padre, da me questi che scevri
Dagli altri onori a te destina il cielo
Con questi auspicii, e questa coppa in prima,
Un de’ piú cari a me paterni arredi,
760E caro e prezïoso al padre mio,
E per l’intaglio, e per la rimembranza
Del buon re Cisso, che fra gli altri doni
Questo in Tracia gli diè pegno e ricordo
De l’amor suo. Cosí dicendo, il fronte
765Gli ornò di verde alloro, e dichiarollo
Vincitor primo. Nè di ciò sentissi
Il buon Eurizio offeso, ancor ch’ei solo
Fosse de la colomba il feritore.
Di lui fu poscia il guiderdon secondo.


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