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218 l'eneide [595-619]

Eran più verdi, e non canuti i crini.595
Ma poscia che Darète or le rifiuta,
Se piace a te, se mèl consente Aceste
Per cui son qui, di ciò, Troiano ardito,
Non vo’ che ti sgomenti. Io mi rimetto,
E cedo a queste, e tu cedi a le tue,600
Combattiam con altr’armi e siam del pari.
Così detto spogliossi; e sì com’era
De le braccia, degli omeri e del collo
E di tutte le membra e d’ossa immane,
Quasi un pilastro in su l’arena stette.605
     Allora Enea fece due cesti addurre
D’ugual peso e grandezza; ed egualmente
Ne furo armati. In prima su le punte
De’ piè l’un contra l’altro si levaro:
Brandîr le braccia; ritirârsi in dietro610
Con le teste alte: in guardia si posaro
Or questi or quelli: alfine ambi ristretti
Mischiâr le mani, ed a ferir si diero.
Era giovine l’uno, agile e destro
In su le gambe: era membruto e vasto615
L’altro, ma fiacco in su’ ginocchi e lento,
E per lentezza (il fiato ansio scotendo
Le gravi membra e l’affannata lena)
Palpitando anelava. In molte guise

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