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Dardano per autore, e per fortuna795
Un caso stesso; così d’ambedue
Mi proporrò che d’animi e d’amore
Siamo una Troia: e ciò perpetua cura
Sia de’ nostri nipoti. Entrati in mare,
Ne spingemmo oltre a gli Ceràuni monti800
A Butroto vicini, onde a le spiagge
Si fa d’Italia il più breve tragitto.
     Già dechinava il sole, e crescean l’ombre
De’ monti opachi, quando a terra vòlti
Col desire e co’ remi in su la riva805
Pur n’adducemmo, e procurammo a’ corpi
Cibo, riposo e sonno. Ancor la notte
Non era al mezzo, che del suo stramazzo
Surse il buon Palinuro; e poscia ch’ebbe
Con gli orecchi spiati il vento e ’l mare,810
Mirò le stelle, contemplò l’Arturo,
L’Iadi piovose, i gemini Trioni,
Ed Orione armato; e, visto il cielo
Sereno e ’l mar sicuro, in su la poppa
Recossi, e ’l segno dienne. Immantinente815
Movemmo il campo, e quasi in un baleno
Giunti e posti nel mar, vela facemmo.
     Avea l’Aurora già vermiglia e rancia
Scolorite le stelle, allor che lunge


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