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quattro milioni 93


Alle sei stringeva la mano alla contessa Annetta nella gran sala del palazzo Tricomo.

La moglie del conte Dario, ex-ballerina che Imene aveva strappata al palcoscenico, era piuttosto bella, e in casa, come si dice, portava i calzoni.

S’era fatta sposare dal conte, quando le speranze erano ancora verdi. Alla morte del conte Asdrubale, padre di suo marito, ella era rimasta con un palmo di naso.

La zia Eleuteria, conoscendo il mal della bestia, aveva stabilito di dare a suo nipote i venti franchi ogni giorno, ma di non far cumulo neppure d’un giorno.

A lui toccava di andarli a prendere tutte le sere dell’anno, se voleva mangiare il giorno dopo. Se non si lasciava vedere, perdeva la sua tangente, perchè la zia non ammetteva arretrati.

— È segno che ne ha - diceva.

L’Annetta, un giorno ch’egli non poteva muoversi perchè soffriva a un piede, andò dalla zia Eleuteria per farsi dare la piccola