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colpa. Così già non si tira innanzi. È chiaro, E necessario che io riceva il duca. I brillanti di mia madre già non li vendo. Piuttosto morir di fame!

Si levò, andò allo scrittoio, levò da una cartella un biglietto di visita e scrisse:


«Signor duca,

«Terrò ad onore una vostra visita. Questa sera avrò il piacere di offrirvi una tazza di tè come si fa in Russia. Ieri sera lanciai la camelia invano.

«Ida


Infilò il biglietto in una busta e vi scrisse sopra:

«All’illustriss. signor duca Raimondo Delpardo - Riservata.»

Poi diede un picchiotto sul timbro, e alla cameriera che si presentò consegnò il biglietto, spiegandole dove dovesse portarlo.

Il duca Raimondo Delpardo aveva venticinque anni e apparteneva ad una delle famiglie