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4 Eminescu


II

AD HELIADE-RADULESCU.


Se mi dicesse Apollo: Scegli la tua corona,
non isceglierei ghirlanda di fiori freschi e teneri,
ma la corona splendida del bardo settuagenario;
non isceglierei la lira vibrante d’amore,
5ma l’arpa che solènne -mente mugge di grandezza
e col fuoco della bianca Vesta accende il mio sen.

La ghirlanda che si sposa colle Silfidi leggiere
sulla fronte ispirata, sulla fronte ispiratrice
che s’incornicia di biondi riccioli ondeggianti.
10È cara una ghirlanda, ma sublime
è l’alloro che s’intreccia santamente
su quella fronte cinta di riccioli d’argento.

Dolce come il sogno è il canto ch’Eolo lieve intona
quando tristemente i Silfi vanno a dormir fra i gigli
15e a sognar sogni d’angeli sul bianco seno de’ fiori,
ma sublime è il canto di Borea, quando mugge e scatena
le nere onde del mare che infuriano, si rompono,
spumeggian come furie ed urlano terribili.

Tale il tuo canto suona, o vecchio Heliade,
20qual suona la profezia di un Geremia
come infuria un uragano, volando di nembo in nembo.
Vorrei pregare Erato di darmi il tuo canto, o bardo,
se non tutta la mia vita, almeno in morte.
Ch’io canti la tua Maledizione.... ch’io la canti e muoia.


III.

SOGNI SVANITI.


Sogni svaniti, fiori secchi,
   che foste vita della mia vita,
   quando v’inseguivo, cadendo le stelle,
come l’occhio segue una meteora;