Pagina:Eminescu - Poesie, 1927.djvu/138

60 Eminescu

15e dolce m’apparivi nell’ombra
del romito boschetto!

E cadendomi sul petto,
non sapevamo più d’essere in terra,
ci dicevamo tante cose
20senza far motto.

I baci eran la sola risposta,
buona ad ogni genere di domande;
dell’altre cose di questa terra
non avevi tempo di occuparti.

25E nel sogno di quell’ora
non sapevo che fosse lo stesso
di appoggiarsi a un’ombra,
o di credere a una donna.

Gonfia il vento le tendine
30oggi come allora,
solo tu dietro di loro
più non m’appari.

XLIII.

NON MI COMPRENDI....


Davanti agli occhi miei or nulla è di maggior pregio,
che il mistero, in cui consiste la tua grazia,
poi che per qual mai altro miracolo, se non per te,
scialacquerei un tesoro di pensieri sereni

5in fole e in cosucce, parole intarsiando
nella cui vana armonia chiudere il tuo incanto,
nelle cui vive immagini cesellare il mio sogno,
e impedir la dolce larva di perdersi nell’ombra?

· · · · · · · · · · ·
Anch’oggi che la mia mente, sempre schiava delle tue malie,

10di tutti i suoi dolori ti foggia un ornamento,