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Salve, o generosa Bergamo, grida la democrazia tutta di Europa.
Grazie e riconoscenze a mille t’invia la risorta Polonia.
Quel paese combatterà ora più tremendo, dacchè deve difendere pur le ceneri d’italiani.
Oh! quanta gratitudine ti deve Italia, o fortunato Municipio.
Per te Italia sa di aver figli pronti a morire, ovunque una santa causa è a difendere.
Per te la gloriosa Polonia è divenuta cara parte d’Italia.
Ma a te anche un obbligo incombe:
Serba ai posteri la memoria e le gesta di Nullo.
Da quel sangue sorgeranno novelli eroi».
Bologna ne celebra le esequie nella chiesa di San Petronio, ove un popolo addolorato si raccoglie a spargere acqua benedetta e lagrime pietose sopra quel tumulo, innanzi a cui le destre si stringono a concordia, i cuori si aprono a carità perpetua, indefettibile, universale.
Brescia onora la memoria di Nullo con solenni funerali, le epigrafi ne rammentano il coraggio e la gloria.
Tutte le città d’Italia si preparano a celebrare quell’uomo che mai non cadrà dalla memoria de’ suoi compatrioti. O Avellino, città di sensi italiani, prima a scuotere il giogo della tirannide, sei prima tra le città meridionali a venerare il prode che il nome italiano innalza.
I Russi medesimi onorano la memoria del forte. Per comando del generale russo Szachowski il frale di Nullo è sepolto a Miechow con pompa imponente. Una cassa coverta di velluto rosso, sormontata da un berretto rosso da zuavo e da due spade in forma di croce, lo rinchiude. Alcune signore, pietoso uffizio e gentile! si tolgono il carico di portarne la bara; due prigionieri italiani son donati della libertà per rendere gli ultimi onori al loro colonnello; una folla compatta accompagna il feretro sino all’ultima dimora; e quando la salma è deposta nella tom-