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di esse, sia dopo manifatturate, per l’uso medesimo a cui si destinano.

Ho voluto accennare queste necessarie divisioni, perchè ci dovranno in seguito servire di facile direzione ai ragionamenti da farsi. Ciò che mi resta da aggiungere in questo Capitolo intorno alle arti in generale, consiste in alcune riflessioni che non si dovevano omettere.

6. Dicesi da alcuni che in uno Stato agricola, dove un suolo felice fornisce abbondante e sicuro prodotto, non possono prosperare le manifatture: detto, che condurrebbe a negligentare questo ramo primario e prezioso di azioni e di prosperità in un tale Stato. La ragione che si adduce si è, perchè gli uomini fidandosi della terra alimentatrice non sono stimolati e punti da quel bisogno, che agitando per ogni verso gli abitatori dei paesi ingrati, sterili e montuosi, li rende artigiani industri, onde procacciarsi quell’alimento che nega loro la terra su cui vivono. Ma questo ragionamento è smentito dall’esperienza, perchè non v’è parte più agricola dell’Inghilterra, e nissuna nazione ha giammai visto nel suo seno più trionfare le arti e le manifatture; e rivolgendo gli occhi agli andati tempi, troveremo che fra noi non era meno coltivata la terra e ferace di quel che ora lo sia, e sa ognuno quanta mole di arti e di manifatture nudriva Milano. La ragione poi conferma il risultato dell’esperienza, la ragione che altro non è in sostanza, che l’esperienza stessa ridotta a termini generali e scientifici; poichè prosperando l’agricoltura crescono le consumazioni, e quindi cresce la popolazione; e cresciuta quella, trovasi un superfluo e nell’agricoltura e nei valori de’ suoi prodotti, che per necessità consacrasi alle arti quando queste non hanno ostacoli politici al loro avanzamento; ostacoli che confesso doversi più facilmente trovare fra le nazioni abitatrici di un suolo fertile, che fra quelle che ne abitano uno scabroso e magro, perchè ivi la prima considerazione è usurpata dai possessori delle terre, che divenuti gelosi della prosperità degli altri ordini dello Stato cercano d’opprimerli e disanimarli, sforzandosi che tutto il peso dei tributi sia portato dalle arti, le quali non avendo altre forze che l’attività e libertà prosperar non pos-