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Eccher, La fisica sperimentale dopo Galileo 401

vien formando nella fuga dei secoli il cielo stellato, ed ogni stella fissa avrà i suoi pianeti, composti di egual materia, per quanto vari in grandezza, temperatura, condizioni di moto. E a tutta l’infinita varietà de’ corpi celesti presiederanno le leggi immutabili dell’indistruttibilità della materia, della conservazione dell’energia, dell’attrazione. Perchè in natura non esiste ripulsione; tutto è infinita sapienza, sommo amore.

Attraverso l’immensità dell’etere giunge a noi, sotto forma di raggio luminoso, il fremito del più remoto astro; quel raggio è il saluto del lontano fratello alla sorella la terra. Quel raggio, rifratto da un prisma nel cannocchiale, è il messaggero che narra la storia del cielo.

Mirabilissima potenza dell’ingegno umano! Il quale, armato del microscopio scende nelle infinite latebre di una goccia d’acqua, e vi discerne miriadi di esseri organici, come lo stelle nel firmamento, e li distingue, li classifica, e trae argomento a combatterli, per risparmiare lutti e sventure. E con attento occhio osservando, spia la costituzione della materia cerebrale, e se gli venga fatto di scoprire il mistero del pensiero, di quest’atto fisico, che fa turbinare in sì piccolo spazio l’immensità del creato.

Eppure, per l’invenzione dei due importantissimi strumenti, nota già essendo la rifrazione,