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lare, che s’usa tutt’ora, è rimasto il nome di “Oculare Campani„.

Nè va dimenticato come il primo a sostituire alla lente obbiettivo uno specchio concavo fosse Niccola Zucchi di Parma, che costruì il primo telescopio riflettore nel 1616.

Tuttavia, mentre l’Italia fornisce per lungo tempo i migliori cannocchiali, e l’Accademia del Cimento splende di viva per quanto breve luce, le osservazioni astronomiche, somma gloria del Galileo, colla partenza del Cassini, giacciono pressochè trascurate.

Fatale influenza di Roma che schiaccia nell’Italia asservita ogni aspirazione alla ricerca del vero. In Francia invece sorge il grande Osservatorio di Parigi ultimato nel 1672; in Inghilterra quello famoso di Greenwich inaugurato nel 1675; in Germania quello di Berlino fondato nel 1700.


L’invenzione del cannocchiale e del microscopio a prima vista sembra culminante, e tale da aver fatto fare alla scienza dell’ottica un passo gigantesco. Se noi giudichiamo dai vantaggi recatici dai due importantissimi strumenti, certo dobbiamo collocarli al primo posto.

Col cannocchiale spazia lo sguardo nell’immensità de’ cieli. Dal caos della Bibbia, dove la materia allo stato aeriforme riempie l’infinito, si