Pagina:Eccher - La fisica sperimentale dopo Galilei, 1896.djvu/21

382 la vita italiana nel settecento


Quanto all’Igrometro, è noto il fatto dell’architetto Fontana, che nel 1586 riuscì a metter ritto l’Obelisco sulla Piazza San Pietro in Roma bagnando le corde; e sulla contrazione appunto delle corde, però di minugia, inumidite, fondò Santorio il suo primo Igroscopio. Quello dell’Accademia del Cimento invece, chiamato Mostra umidaria, è un vero igrometro a condensazione, dove, invece di cogliere il punto d’appannamento, come negli strumenti recenti, si misura la quantità d’acqua condensatasi in un dato tempo sopra un cono vuoto di metallo, riempito con un miscuglio frigorifero.

Segue la descrizione del Pendolo, e di un orologio a pendolo, “su l’andar di quello che prima d’ogni altro immaginò il Galileo, e che dell’anno 1649 messe in pratica Vincenzo Galilei suo figliuolo„; prova maggiore che realmente l’applicazione de’ pendoli agli orologi è invenzione italiana.

Quanto al Barometro esso servì loro, non solo per misurare le variazioni di pressione nell’aria; ma ben anche come apparecchio per eseguire un vuoto assai migliore di quello ottenibile colle macchine pneumatiche di quel tempo. E nel vuoto Torricelliano sperimentarono: se il suono si propaga; so la calamita attira; se l’ambra strofinata si elettrizza; come vi muoiano gli animali; se l’alzarsi dei liquidi nei tubi capillari è