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perchè scrivo così buoni libri 61


Tutti sappiamo — e alcuni lo sanno anche per esperienza — che cos’è un animale dalle orecchie lunghe. Ebbene: io non mi perito d’affermare che ho le più piccole orecchie che si possono immaginare. Ciò importa non poco alle donnicciuole: mi pare che si sentano comprese meglio, da me..... Io sono l’antiasino per eccellenza, e perciò, un mostro d’importanza storica: sono, in greco, e non soltanto in greco, l’Anticristo.....


3.


Io conosco, fino a un certo punto, i miei pregi di scrittore; in qualche caso ho visto anche chiaramente fino a che punto l’abitudine alle mie opere «sciupi» il gusto. Si finisce, semplicemente, per non sopportare più altri libri, almeno filosofici. È una distinzione, il poter entrare in questo mondo nobile e delicato; per poterci entrare bisogna non essere tedeschi; è, infine, una distinzione che si deve essersi meritata. Ma chi mi è simile per l’altezza del volere vi prova delle vere estasi dell’imparare: chè io scendo da altezze cui non giunse mai nessun uccello, io conosco degli abissi in cui non s’è ancora sperduto piede umano. Mi hanno detto che è impossibile smettere la lettura d’un mio libro, ch’io turbo anche il riposo della notte..... Non ci sono libri più superbi e, insieme più raffinati dei miei; essi arrivano qua e là al punto più alto cui si possa arrivare: al cinismo; bisogna conquistarseli con dita delicatissime e, insieme, con fortissimi pugni. Tutte le infermità dell’anima ne sono escluse una volta per sempre, compresa ogni sorta di dispepsia: non si devono aver nervi, bisogna avere degli intestini allegri. Non soltanto la povertà e la pesantezza dell’aria d’un’anima tengono lontano dai miei libri, ma anche, e molto di più, l’impurità, il celato desiderio di vendetta che risiede negli intestini: una mia parola basta a far dipingere sul viso tutti i cattivi istinti.