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126 ecce homo


Io solo ho scoperto la verità, perchè sono stato il primo a sentire — a fiutare — la menzogna come menzogna.... Il mio genio è nelle mie narici, io contraddico come non s’è mai contraddetto e tuttavia sono il contrario d’uno spirito negatore. Sono un lieto nunzio come non ce n’è mai stati, conosco dei destini d’un’altezza che finora non s’è potuta concepire: soltanto con la mia venuta ricominciano le speranze. Perciò sono necessariamente anche l’uomo della fatalità. Perchè, se la verità entra in lotta con una menzogna millennaria, ci saranno degli scuotimenti, dei terremoti, degli spostamenti di monti e di valli, quali mai nessuno ha sognato. Allora, il concetto di potitica sarà assorbito tutto in una lotta di spiriti, tutte le formazioni di potenza dell’antica società salteranno in aria; poiché tutte si fondano sulla menzogna: ci saranno guerre come non ci sono mai state sulla terra. Soltanto a cominciare da me c’è al mondo una grande politica.


2.


Occorre una formola per un tale destino che diventa uomo? La si trova nel mio Zarathustra:

« — e chi vuol essere un creatore nel bene e nel male, dev’essere prima un distruttore e spezzare dei valori.

«Così il supremo male fa parte del supremo bene: ma quest’ultimo è il creatore».

Io sono di gran lunga l’uomo più terribile che ci sia mai stato; il che non esclude ch’io sia per diventare il più benefico, lo conosco la gioia della distruzione in un grado ch’è pari soltanto alla mia forza di distruzione; e per l’una e per l’altra obbedisco alla mia natura dionisiaca che non sa separare l’azione negativa dal pensiero affermativo. Io sono il primo immoralista: per ciò sono anche il distruttore per eccellenza.