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perchè scrivo così buoni libri 119

costoro non devono aver mai l’onore di vedere confuso in uno con o spirito tedesco il primo spirito retto che appare nella storia dello spirito, quello spirito in cui la verità fa giustizia dei falsi monetari di quattro millenni.

Lo «spirito tedesco» è, per me, aria viziata: respiro difficilmente in vicinanza di quella rozzezza «in psychologicis» — divenuta istinto — ch’è tradita da ogni parola, da ogni atteggiamento d’un tedesco. Essi non hanno mai attraversato un secolo XVII di severo esame di sè stessi, come i francesi; un La Rochefoucauld, un Descartes sono cento volte superiori per lealtà ai primi fra i tedeschi; i quali, fino ad oggi, non hanno avuto un solo psicologo. Ma la psicologia è quasi la misura della purità o impurità d’una razza.... E se non s’è neppure puliti, come si potrebbe avere della profondità? Con i tedeschi, come con le donne, non si arriva mai al fondo: non ne hanno, ecco tutto. Ma per ciò non si è neppure superficiali. Ciò che in tedesco si chiama «profondo» è precisamente quella rozzezza d’istinti contro sè stessi di cui sto parlando: non si vuole rendersi chiaro conto di sè stessi. Non potrei proporre la parola «tedesco» come moneta internazionale per esprimere questa depravazione psicologica?

In questo momento, per esempio, l’imperatore di Germania proclama suo «dovere di cristiano» di liberare gli schiavi dell’Africa: fra noi altri europei ciò si chiamerebbe semplicemente «tedesco». 1 tedeschi hanno prodotto un solo libro che avesse della profondità? Manca loro perfino il concetto di ciò che sia profondità in un libro. Ho conosciuto dei dotti che consideravano profondo Kant; alla corte prussiana temo si consideri profondo il signor von Treitschke. E se, per caso, ho lodato Stendhal come profondo psicologo, m’è successo di trovare dei professori tedeschi d’università che me ne hanno fatto sillabare il nome....