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ricinta di alberi magnificamente decorati di ghirlande e di iscrizioni; e arrestossi al suono di una musica fragorosa, e allora le giovinette Olandesi fecersi innanzi per scortare il tulipano all’alto seggio, ch’ei doveva occupare sulla gradinata accanto alla poltrona d’oro di Sua Altezza lo Statolder.

E l’orgoglioso Tulipano, collocato sul suo piedistallo dominò ben presto l’assemblea, che battè le mani, e fece risuonare gli echi di Harlem di un applauso prolungato.


XVI


Un ultima preghiera.


In quel solenne momento allo scoppio dei ripetuti applausi, una carrozza passava per la strada fiancheggiata dal bosco, seguiva lentamente il suo cammino a cagione dei bambini spinti fuori della linea degli alberi per l’accasamento degli uomini e delle donne.

Polverosa, stanca, cigolante sopra i suoi fuselli quella carrozza chiudeva l’infelice Van Baerle, cui dall’aperta portiera cominciavasi ad offrire lo spettacolo che noi abbiamo impreso, molto imperfettamente senza dubbio, a mettere sotto gli occhi dei nostri leggitori.

La folla, il frastuono, la pompa di tutti gli umani e naturali splendori sbalordirono il prigioniero come se un baleno fosse entrato nel suo ergastolo.

Malgrado la poca prontezza che aveva usata il suo compagno a rispondergli allorquando avealo in-