Pagina:Dumas - Il tulipano nero, 1851.djvu/284

270

solazione, quando gli si presenti il destro. Amico mio, ve ne sono davvero obbligato. Addio.

La vettura si mosse.

— Ah! scellerato! ah! brigante! urlò Grifo mostrando le pugna alla sua vittima che scappavagli di mano. E dire che se ne va senza rendermi mia figlia?

— Se mi si conduce a Dordrecht, disse Cornelio, vedrò passando da casa mia almeno le mie casellette se siano ben tenute.


XIV


Quando Van Baerle cominci a dubitare a qual supplizio sia riserbato.


La vettura trottò per tutta la giornata; si lasciò Dordrecht a sinistra, traversò Rotterdam, toccò Delft: alle cinque di sera erano state percorse almeno venti leghe.

Cornelio diresse qualche interrogazione all’officiale che servivagli a un tempo di guardia e di compagno; ma per circospette che fossero le sue dimande, egli ebbe il cordoglio di vederle restare senza risposta.

Cornelio rimpianse di non aver più a fianco suo quella guardia così compiacente, che parlava almeno senza farsi pregare.

Colui senz’altro avrebbegli prodigato intorno a questa singolarità, che sorvenivagli nella sua terza avventura, dettagli così graziosi e spiegazioni così precise come intorno alle due prime.