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Parte I. Cap. V. 233

che da quelle percosse ne riportassero la facilità nel partorire, facevano questo i Romani nel mese di Febraro. f Mà appresso di noi ogni giorno si fà questo giuoco; perche vi sono alcuni, che non fanno mai altro, che percuotere hora uno, hora un’altro con questa sferza, nè meno perdonano a gl’Innocenti. Hor qui si da per espediente di non resistere, nè sfuggire queste sferzate; mà alle volte, nè anche potiamo farlo, se ben volessimo. Mà essendo tolerate con patienza queste sferzate, ci apparecchiano una beata morte.

E’ cosa di grandissima importanza, l’haver saputo, che altri habbiano detto mal di noi, e che, l’habbiamo sopportato. E perciò S. Bernardo, trovandosi sempre molto in ordine per sopportare queste sferzate, diceva di se stesso: Ego plagis conscientiae meae nullum iudico accomodatius medicamen-