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capitolo xli. 449

Se vi fosse qualche probabile congettura che fosse per arrivare un vascello spagnuolo, io lo aspetterei; ma partirò così dimani, perchè il desiderio che ho di rivedere la patria e le persone che amo, è sì grande, che non mi lascia attendere nuova occasione comunque potesse essere migliore. — Tu devi essere ammogliato nel tuo paese, disse Zoraida, e brami per ciò di rivedere la moglie. — Non sono ammogliato, risposi, bensì ho data la mia parola di divenir marito al mio arrivo. — È bella la donna cui desti la tua parola? soggiunse Zoraida. — È sì bella, io le risposi, che nulla, nulla le manca per essere tale, e per dirvi la verità a voi somiglia moltissimo„. Di ciò non potè fare a meno di ridere suo padre, e disse: — Guarda bene, o cristiano, che debb’essere dotata di somma bellezza chi vuol somigliare alla mia figliuola, ch’è la più bella di tutto questo regno: se non lo credi osservala attentamente, e confesserai che dico il vero„. Ci serviva spesso d’interprete il padre di Zoraida in questa nostra conversazione, come colui che meglio intendeva; perchè sebbene parlasse ella la lingua bastarda che, siccome dissi, colà si usa, faceva conoscere i suoi sentimenti più a cenni che a parole.

“Standoci in questi e simili discorsi sopravvenne un Moro correndo, e disse ansante che quattro Turchi, saltata la chiusa del giardino, andavano rubando le frutte ancora immature. Trasalì a tale annunzio il vecchio, e Zoraida non meno di lui; perchè è comune e connaturale ai Mori il temere dei Turchi e dei soldati singolarmente, i quali sono assai prepotenti, e sogliono trattarli peggio che schiavi. In fine disse a Zoraida suo padre: — Figlia, ritirati in casa, e rinchiuditi mentre io vo a parlare con questi cani, e tu, cristiano, raccogli le tue erbe in buon’ora, e tornati con l’ajuto di Alà al tuo paese„. Io m’inchinai; si recò egli in traccia dei Turchi, e mi lasciò solo con Zoraida che fece le viste di andarsene dove le aveva detto suo padre; ma appena s’internò esso fra gli alberi del giardino, ch’ella rivolgendosi a me cogli occhi pieni di lagrime, mi disse: — Alameji, cristiano, alameji?„ che significa: Te ne vai tu, cristiano, te ne vai?„ Io le risposi — Sì, me ne vado, ma non certamente senza di te; attendimi ai primi albori, e non atterrirti della nostra venuta, chè ti condurremo sana e salva in terre di cristiani„. Io le dissi questo in maniera che m’intese bene, ed io lei; e passandomi essa un braccio al collo con lenti passi cominciò ad avviarsi in mia compagnia verso la sua abitazione. Volle la sorte (che poteva essere assai disgraziata se il cielo non avesse altrimenti disposto) che andando ambedue noi nel modo soprindicato, e tenendomi essa avvicinato e stretto, suo padre, che già


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