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Cocito, uno de’ fiumi dell’Inferno. Coloro che erano privati dalla sepoltura, erravano per lo spazio di cento anni intorno alle sue rive. Questo fiume circondava il Tartaro, ed era formato dalle lagrime de’ malvagi. Il suo nome difatti significa pianto, gemito. Presso questo fiume Aletto aveva stabilito il suo soggiorno. Vedevansi sulla sua sponda de’ tassi che presentavano un’ombra malinconica e tenebrosa, ed una porta sostenuta da cardini di bronzo, per la quale penetravasi nell’Inferno.

Colonne d’Ercole. Questo eroe essendos’inoltrato sino a Gadi, oggi Cadice, ch’egli credette essere nella estremità della Terra, separò due montagne, che stavano attaccate, per far comunicare il Mediterraneo coll’Oceano. Questa favola è fondata sulla situazione di queste due montagne Calpe ed Abila, una delle quali è in Affrica, e l’altra in Europa presso lo Stretto di Gibilterra. Ercole credendo che queste due montagne fossero il termine del Mondo, vi fece innalzare due colonne, per dinotare alla posterità di aver egli spinto fin là le sue conquiste.

Como, Dio dell’allegrezza, delle gozzoviglie e della toletta. I suoi proseliti coronati di fiori andavan correndo la notte in maschera al lume di fiaccole, accompagnati da giovinetti e da giovinette, che suonando alcuni festivi strumenti, e danzando, andavano in tal guisa a stuoli per le case. Siffatti stravizzi cominciavano dopo la cena, e continuavansi sino a notte avanzata. Viene egli rappresentato in sembianza di giovinetto grasso, e di morbida carnagione, con la faccia accesa da