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compagnia. Giunone spinse più oltre la di lei vendetta. Implacabile nimica di tutte quelle che potevano essere a parte del cuore di suo marito, cangiò Calisto ed Arcade suo figlio, in orsi. Giove li collocò nel Cielo, ove formano le costellazioni della grande e della picciola Orsa. La gelosa Giunone alla vista di questi nuovi astri, di nuovo sdegnossi, e pregò gli Dei del mare di non permettere ch’entrassero giammai nell’Oceano.

Calliope, musa dell’eloquenza e della poesia eroica. E’ rappresentata come giovinetta di un’aria maestosa, con una corona di oro sulla fronte, come la principale delle muse, e con molte ghirlande di fiori sul braccio sinistro, delle quali incorona i poeti eroici; con una trombetta nella mano dritta e nell’altra un poema epico; e presso ai piedi due o tre altri simili poemi, come l’Iliade, l’Odissea e l’Eneide.

Calliroe, giovinetta di Calidone, che Coreso gran sacerdote di Bacco, amò perdutamente. Questo pontefice, non avendo potuto renderla sensibile alla sua passione, si raccomandò a Bacco, ed invocò la sua vendetta contro tanta crudeltà. Il nume punì i Calidoni con una ubbriacchezza che li fece divenir furiosi. L’Oracolo, che a tal’uopo fu consultato, rispose che questo male cesserebbe tostochè s’immolasse Calliroe, o alcun’altra vittima volontaria in sua vece. Non essendosi presentato alcuno in suo luogo, fu ella condotta all’altare, ornata di fiori e circondata di tutto l’apparecchio di un sagrifizio i Allora Coreso, mirandola in questo stato, invece di scagliar sopra di lei il sagro ferro, lo drizzò sul proprio petto, e si uccise. Calliroe penetrata da tarda