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ai loro figli i sentimenti di vendetta, ond’era egli acceso, e formò nna nuova armata comandata da sette giovani principi, appellati Epigoni, cioè ch’erano sopravissuti ai loro padri. Questi riportarono la vittoria sopra i Tebani; ma costò la morte di Egialeo, figlio di Adrasto. Quest’infelice padre, dopo aver condotto la vittoriosa armata a Megara, ne morì di dolore. Fu onorato come un eroe; gli furono innalzati un tempio e degli altari a Sicione, ove celebrasi in ciascun anno una festa solenne in onor suo. Durante il suo regno, Sicione divenne famosa pei giuochi Pitici da lui istituiti.


Agamennone, re di Argo e di Micene, figlio di Plistene, nipote di Pelope e fratello di Menelao. Plistene, essendo vicino al termine di sua vita, raccomandò Agamennone e Menelao a suo fratello Atreo, il quale gli allevò come suoi propri figli; di qui è che questi due principi furono chiamati Atridi. Tieste fratello di Atro, essendosi impadronito del Regno di Argo, obbligò Agamennone suo nipote a ritirarsi a Sparta, ove regnava Tindaro. Costui aveva maritato sua figlia Clitemnestra a Tantalo, figlio di Tieste; e perchè malcontento di questa parentela, offrì ad Agamennone il suo ajuto contro Tieste per ricuperare il suo regno, e toglier la sua figlia a Tantalo, perchè lo stesso Agamennone la sposasse. Questo principe accettò la offerta, e col soccorso di Tindaro, espulse Tieste da Argo, uccise Tantalo e sposò Clitemnestra, dalla quale ebbe Ifigenia ed Elettra, ed un figlio nominato Oreste.

Agamennone fu eletto generalissimo dell’armata de’ Greci contro i Trojani. Ritenuto in Aulide da venti contrarj, che non gli permettevano di mettere alla vela