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meno il tuo volere? (=non vuoi tu?), Hor.: quid cessarent, Liv.: non c. apud rhetorem, non cessare di frequentare le lezioni del retore, Cic.: numquam c. in suo studio atque opere, Cic.: c. in officio, Liv.: c. muliebri aulacia, lasciarsi mancare il femminile coraggio, Liv.: nullo usquam c. officio, Liv.: c. in vota precesque, Verg.: coll’inf., cessas alloqui? dillo dunque, Ter.: quid cessas mori? muori pure, Hor.: quid cessatis regis inimicum occidere? Curt.: nel pass., cessatur alqd, vien trascurato, posto in non cale, posposto, detto della cosa stessa in cui si è negligenti, quicquid (per quanto tempo) apud durae cessatum est noenia Trojae, per tutto il tempo che durò la guerra dei greci intorno alle mura di Troia, Verg.: neutra in parte cessato officio, Val. Max.: moram cessataque tempora celeri cursu corrigere, Ov.: cessata arva, Ov. b) partic., mancare al proprio ufficio, all’adempimento del proprio dovere, sic mihi c. multum, Hor.: ex nulla parte, Quint. 2) in contrapp. all’agire, operare non interrotto tralasciare, trascurare, intermettere, cessare, riposare per un certo tempo, a) generic.: c. per hibernorum tempus, Liv.: et quia oculorum cessabat usus, Curt.: non umquam c. amori, Prop.: repentina morte consulis cessans honor, divenuto vacante, Suet.: non nocte, non die umquam cessaverunt ab opere, Liv.: non cessari a sacrilegiis, Liv.: e detto del tempo: nullum tempus, nullus dies cessat ab alqa re, nessun istante, nessun giorno è libero da, ecc., passa senza, ecc., Liv. e Suet.: non cessare, coll’inf., non arrestarsi, non riposarsi da, ecc., Cic. ed a.: e non cessare seg. da quoad, non riposarsi fino a, ecc., Justin., 16, 1, 15: e così non cessatum con quin e il cong., Justin. 3, 7, 12. pregn., a) far festa = tralasciare il lavoro, far sciopero, darsi all’inazione, non far nulla, nihil agere et cessare, Cic.: at ipsi tamen pueri, etiam cum cessant, exercitatione alqa ludicra delectantur, Cic.: cessatum ducere curam, addormentare gli affanni, Hor. ß) non essere usato, esercitato, non lavorare, riposare, quid ita cessarunt pedes? Phaedr.: cessasse Latoidos aras, Ov.: detto dei campi, giacere incoltivato, incolto, alternis cessare novales, Verg.

cestrosplendoné, ēs, f. (κεστροσφενdóvn), macchina da lanciare pietre, Liv. 42, 65, 9.

cētārius, a, um (cetus), di pesce marino e spec. di tonno, solo sost., I) cetarius, ii, m.. pescatore di mare, pescatore di tonni, venditore di pesci di mare, di tonni, Ter. ed a. II) cetarium, ii, n. (κητεία), recipiente, rete per tonni (posto presso la spiaggia per pigliarvi i tonni), Hor. sat. 2, 5, 44.

cete, V. cetus.

cetera, V. ceterus.

cetero-qui (talora cetero-quin), avv., del resto, d’altronde, per altro, Cic. e Seriori.

cetěrum, V. ceterus.

cētěrus, a, um (ETepoc), rimanente, che resta, l’altro, ordin. al plur. (il sing. solo coi nomi collett., il nom. sing. masch. non si trova), ceteri, ae, a, gli altri, tutti gli altri, ceterum ornatum muliebrem, Cic.: omnis cetera praeda, Liv.: ceterum omne incensum est,’ Liv.: plur., omnes ceterae res, Liv.: ceteraque similia, ovv. ceteraque his similia, e le altre cose simili, Quint.: et cetera, ovv. solo cetera, e così via, con quel che segue, Cic.: Deriv.: gli avverbi: A) ceterum (propr. acc. di relazione), 1) del resto, d’altronde, per altro, prescindendo da ogni altra cosa, sia poi come st vuole, Ter., Cic. ed a.: nei trapassi da un pensiero ad un altro, Ter., Sall. ed a.: con valore restrittivo, ordin. in correlazione con quidem, o con una negazione, ma, al contrario, nullameno, Liv. ed a. 2) in caso contrario, altrimenti, Ter. eun. 452. Liv. 3, 40, 11. B) cetera, del resto, per altro, unito con agg., avv. e (nei poeti) con verbi, Liv., Hor., Verg. ed a. C) de cetero, 1) per quel che si riferisce alle altre cose, del resto, nei passaggi ad un nuovo pensiero, Cic. ed a. 2) riguardo all’avvenire, per l’avvenire, d’ora innanzi, Curt. ed a. D) in ceterum, per l’avvenire, Sen. ep. 78, 16.

Cethegus, i, m., nome romano della gens Cornelia, sotto il quale son conosciuti spec.: M. Cornelius C., menzionato da Ennio come oratore (e pero con allusione a lui, quae priscis memorata Catonibus atque Cethegis, Hor. ep. 2, 2, 117; cfr. Hor. art. poët. 50)- e C. Cornelius C., compagno di Catilina (nella congiura), a cui era stata assegnata l’uccisione dei senatori e partic. di Cicerone.

cetos, V. cetus.

cētra (caetra), ae, f., piccolo e leggero scudo di cuoio, Liv. ed a.

cētrātus (caetrātus), a, um (cetra), armato di uno scudo leggero, cetratae cohortes, e sost., cetrati, ōrum, armati di cetra, che tenevano il mezzo tra le truppe di leggera e quelle di grave armatura, Caes.: partic. cetrata cohors, e sost. cetrati = πελτασταί, i peltasti dei Greci, Liv.

cette, V. 2. cedo.

cātus, e cātos, i, m. (κῆτος, τό), nome generico di tutti i cetacei (beluae marinae), come balena, pesce cane, delfino, e partic. tonno, Plaut., Caes. ed a. - Plur. cete (xTea, contratto xýn), Verg. e Plin.

ceu, avv. (contratto da ce-ve, come neu da ne-ve), particella compar., come, siccome, I) in gener., in Verg., Suet. ed a.: nelle similitudini e imagini poetiche, ugualmente che, col dat., nel modo che, Verg., Hor. ed a.: ceu cum, come quando, Verg. e Sen.: ceu si, nel modo che, come quando, Verg. II) partic. a introdurre un paragone condizionato = come se, come se fosse, proprio come se, per aperta volans, ceu liber habenis, aequora, Verg.: col cong., hic vero ingentem pugnam, ceu cetera nusquam bella forent,... cernimus, Verg.

Ceus, a, um, V. Cea.

Ceutrones, um, m., nazione della Gallia belgica, nelle vicinanze dell’odierna Courtray o Brügge nella Fiandra occid. Cfr. Centrones.

Ceyx, ycis, acc. yca, m. (KE), figlio di Lucifero, re di Trachi, marito di Alcione, ebbe a naufragare presso Delfi, e con la sua sposa fu mutato egli nell’alcione maschio, essa nell’alcione femmina.

Chaeronea, -ia, ae, f. (Xapóvela), città della Beozia, patria di Plutarco, famosa per