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361 calumniator Camirus 362


călumnĭātŏr, ōris, m. (calumnior), calunniatore, intrigante, cavillatore, falsator del diritto, falso accusatore, Cic. ed a.

călumnĭor, ātus sum, āri (calumnia), cavillare, tessere intrighi, falsare la verità, interpretare maliziosamente e stortamente, criticare con esagerazione o malvolenza, a) in gen.: α) assol., in quistioni giuridiche, in controversiis biennium, Cic.: contro se stesso, calumniabar ipse, mi tormentava senza necessità, Cic. β) coll’acc.: alqm, Cic.: se, Quint.: festinationem alcjs, Quint. γ) seguito da propos. relat., calumniari si quis voluerit, quod arbores loquantur, Phaedr. b) partic., cavillare con false accuse, accusar falsamente, calunniare, accusator calumniatur, Cornif. rhet.: calumniandi quaestus, Cic.

calva, ae, f. (calvus, a, um), cranio, Liv. 23, 24, 12.

Calvēna, ae, m. (calvus), nome dato a Mazio (perchè calvo) amico di Cesare.

Calvĭsĭus, i, m., nome rom. - Sono partic. noti: C. Calv. Sabinus, luogotenente di Cesare (48 av. Cr.), più tardi (39) pretore dell’Africa (antica). Calvisius, accusatore di Agrippina, madre di Nerone; forse identico col Calv. Sabinus, mentovato da Seneca e qualificato come homo dives.

calvities, ei, f. (calvus), calvezza, calvizie del capo, Suet. Galb. 20.

calvĭtĭum, i, n. (calvus), luogo calvo del capo, calvizie, Cic. ed a.

calvor, calvi, dep. ingannare, raggirare, Lucil. sat. 17, 10, e v. pass.: essere ingannato da intrighi, raggiri, Sall. hist. fr. 3, 78 (96).

calvus, a, um, calvo, senza capelli, sost., testa calva, calvo (contr. comatus), Phaedr., Sen. ed a.

1. calx, cis, f., calcagno, certare pugnis, calcibus, Cic.: di bestie, calce petere alqm, tirar calci ad alcuno, Hor.: calces remittere, calcitrare, Nep.: calcem terere calce, premer calcagno a calcagno (= stringere da vicino correndo, incalzare), Verg. Proverb., advorsum stimulum calces (sc. jactare), ricalcitrar contro gli stimoli, cioè opporre vana, pazza resistenza, Ter. Phorm. 78.

2. calx, cis, f., di rado m. (da κάλuζ), calce, calcina, Cic. ed a. E poichè nei tempi più antichi la meta nella lizza era segnata con calce (più tardi con creta, V. creta), meton., scopo, meta, termine della corsa (contr. carceres, le sbarre come principio della lizza), trasl., ad carceres a calce revocari, tornar dalla fine al principio, Cic.: video calcem ad quam cum sit decursum etc., Cic.

Căly̆dōn, ōnis, f. (Kaludov), antichissima capitale dell’Etolia, sull’Ephenus, fondata da un eroe dello stesso nome nel paese dei Cureti; sede della celebre leggenda della caccia calidonica, residenza di Eneo, padre di Meleagro e di Deianira, avo di Diomede: oggi Aïton (o Aïdon). -Deriv.: A) Căly̆dōnis, nĭdis, f., calidonico, Ov.: sost., la calidonia, pavida, Deianira, Ov. B) Căly̆dōnĭus, a, um (Καλυδώνιος), calidonio, terra, l’Etolia, heros, Meleagro, Ov.: amnis, l’Acheloo, Ov.: hasta Tydidae, di Diomede, Ov.: regna, regno di Diomede nell’Italia inferiore (Daunia), Ov.

Călymnē, ēs, f. (Καλύμνα), isola del mare Egeo, non lungi da Rodi, rinomata per miele eccellente.

Călȳpsō, us, f. (Καλυφώ), ninfa, figlia di Atlante, che accolse ospitalmente Ulisse, reduce da Troia nell’isola Ortigia, sua residenza; gli promise perpetua gioventù e immortalità e lo ritenne sette anni vincolato dall’amore, finchè, per voler degli dei, fu costretta a lasciarlo libero. Acc. Calypsonem, Caes. in Quint. 1, 5, 63 (biasimato da Quintiliano).

cămăra, V. camera.

Cămărīna (Camerīna) ae, f. (Καμαρίνα), città alla foce dell'Hipparis, sulla costa meridionale della Sicilia, colonia Siracusana, oggi Camarana. Nelle vicinanze, una palude dello stesso nome, che i Camarinesi disseccarono contro l’avvertimento dell’oracolo, ed aprirono così ai nemici la via per entrare nella città, oggi Lago di Camarana.

Cambȳsës, is, acc. en, m. (Καμβύσης), I) marito di Mandane, padre di Ciro maggiore. II) figlio e successore di Ciro maggiore.

cămella, ae, f. (dimin. di camera), coppa da liquidi, Ov. ed a.

cămēlus, i, m. (κάμηλος), camello ad una o a due gobbe, Cic. ed a.

Cămēna (Camoena), ae, f. (carmena, casmena, da cano), cantatrice, pretto lat. = generic.: Μοῦσα, Musa, Camena, Hor. Liv. ed a.: meton. poesia, canto poetico, Hor. e Tibull.

căměra (cămăra), ae, f. (καμάρα), I) volta, soffitto, copertura di una stanza, Cic.: di un veicolo, Ov. e Suet. II) barca leggiera e portatile degli abitanti del Ponto, sulla quale quando il mare era agitato si adattava un tetto di assi in forma di volta, Tac. hist. 3, 47.

Căměrĭa, ae, f. e Căměrĭum, ĭi, n., antichissima città sabina nel Lazio. Deriv.: Căměrīnus, di Cameria, plur. sost. Camerini, orum, gli abitanti di Cameria, i Camerini.

Căměrīna, V. Camarina.

Căměrīnum, i, n. città dell’Umbria, posta sui monti, ai confini del Piceno; oggi Camerino.- Deriv.: A) Cămers, mertis, camerinese; plur. sost. Camertes, ium e um, i camerinesi. B) Cămertīnus, a, um, camertino.

1. cămillus, i, m. (da γάμος, come γαμή-λιος), fanciullo libero, nato da matrimonio legittimo, trasl. per giovane, mures, Poëta in Quint. 8, 3, 19.

2. Cămillus, i, m. cognome di parecchie persone della gens Furia; il più celebre è M. Furius Camillus, vincitore di Veio e liberatore di Roma dai Galli.

cămīnus, i, m. (κάμινος), focolare, I) dei fonditori, A) == fornace, Ov. ed a. B) fucina. di Vulcano, Verg. e Ov. II) camino per riscaldar la stanza, Hor. e Suet.: meton. fuoco. luculentus, Cic. - Proverb., oleum addere camino, versar olio nel fuoco, cioè accrescere il male, Hor. sat. 2, 3, 321.

Camīrus, i, f. (Κάμειρος, Κάμιρος), città non fortificata nella parte occid. dell’isola