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salmo xxii. 37

12          A’ mie’ fratei farò tue glorie conte,
     In mezzo a’ cori santi.
     Tementi suoi, ciascun di voi racconte
     I suo’ famosi vanti.
     Del buon Iacob, o tu pietoso seme,
     Dàgli ognor, con timor, lodi supreme.
13          Perchè agli strazi del meschin non fue
     Unque sdegnoso e schivo.
     Udì ’l gridante, n’a le preci sue
     Nascose il volto divo.
     Tu di lodi mi dai larghi argomenti,
     In mezzo a schiere d’adunate genti.
14          E ’n presenza de’ tuoi fidi devoti,
     Con ostie e canti lieti,
     Imprendo sciorre i conceputi voti.
     De’ tuo’ pii mansueti.
     Allor a pien farai le brame paghe,
     Di cari beni e di delizie vaghe.
15          Que’ che cercan il tuo divin aspetto
     Ti loderan, Signore:
     E vivo avran, in gioia ed in diletto,
     In sempiterno il core.
     Ciò rimembrando fin a’ stremi liti
     Del mondo, a te si volgeran pentiti.
16          Tutte le genti a te verran prostrate:
     Perch’a te s’appartiene
     Di regnar sopra lor la podestate.
     Di beni aperte vene
     Godendo i grassi, e’ miseri morenti,
     Adoreranno chini e riverenti.
17          La lor progenie fra ’l tuo popol conta,
     Ti servirà, devota.
     A far accorrerà, di voglia pronta,
     La tua giustizia nota.
          Fonte/commento: ed. 1664 (indentatura errata)Ed i suo’ figli, ch’indi nasceranno,
     Di te gli eccelsi fatti vanteranno.