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salmo cxlv. 273

     Ma meco in be’ concenti
     Di tua grandezza intoneran gli accenti.
4          E qual di vivo fonte aperte vene,
     Sgorgar faran de la memoria i rivi,
     Per le piagge terrene,
     Di tua bontà, de’ tuo’ favori divi.
     E lieti, giubilando,
     La tua giustizia ognor andran cantando.
5          Il Signor è benigno e grazioso
     E l’ira accesa affrena paziente:
     E a tutti il prezioso
     Tesoro di mercè spande clemente:
     In ogni fatto ed opra,
     È l’alma sua pietà sempre al disopra.
6          Di tua possente man tutti i lavori
     Celebreran, de’ santi in compagnia,
     Di te, Signor, gli onori.
     E de la tua sovrana Monarchia
     Predicheran l’altezze,
     E le tue narreran forze e prodezze.
7          Faran a tutti conte e manifeste
     Le venerande alte magnificenze
     Del tuo regno celeste,
     Che ’n sempiterno sei rettor e prenze:
     E di tua maestade
     L’Impero fiorirà per ogni etade.
8          Tutti color ch’improvisa ruina
     Minaccia con la destra Dio sostenta:
     E a rilevar s’inchina
     Chi sotto ’l fascio, trafelato, stenta.
     Quanto vive a te guata,
     E a tempo tu lor dai l’esca assegnata.
9          Larga a’ bisogni lor spieghi la mano,
     E satolli ogni tua fral creatura,
     Col favor soprumano.
     In ogni atto il Signor serva drittura,



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