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salmo lxxii. 135

     Ei regga giustamente:
     Ed a’ tuo’ poveretti in dirittura
     Ragion dispensi con paterna cura.
2          Al popol pace produrranno i monti:
     D’incorrotta equitade
     Su per li colli sgorgheranno fonti.
     E con dolcezza e somma umanitade,
     A’ bisognosi afflitti
     Farà giudizi dritti.
     Salverà del meschin gli oppressi figli,
     E fiaccherà de l’oppressor gli artigli.
3          Quindi, Signor, da tutti riverito
     In eterno sarai:
     Mentre, del ciel ne l’ampio circuito,
     La luna e ’l sole spargeranno i rai.
     Qual sopra erba segata
     Cade la pioggia grata,
     E lo stillante umor piagge terrene
     Riga, così dal ciel quel Rege viene.
4          Allor vedransi i giusti, e’ virtuosi
     Fiorir, e d’alma pace
     Correr per tutto i rivi copiosi,
     Fin che di luna in ciel manchi la face:
     E lui solo regnare
     Da l’uno a l’altro mare;
     Ed allargar, dal fiume Eufrate altero
     Del mondo a’ capi, il suo sovran impero.
5          Adoreranlo gli abitanti felli
     Di romiti paesi:
     Ed i conquisi suoi fieri rubelli
     La polve leccheran, nel suol distesi.
     E doni, d’alti pregi,
     D’isole e mare i regi,
     Mori e Sabei, gli recheran umili,
     Tutti piegando a’ cenni signorili.
6          Ch’al poverel, ch’a lui darà le grida,