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Pagina:Dinamite.djvu/8


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VISIONE SIMBOLICA

Nero e rosso.
Tenebra e luce.
Notte di sangue.
L’umanità, stanca di catene ed ebbra di vita,
accende la fiaccola delle redenzione.
È un livido bagliore di zolfo.
Un mare di fosforo.
Ed i colossi statuari del lavoro
sfilano in silenzio,
come fantasmi di bronzo.
Voci lunghe, malate d’ideale,
salutano, in faccia a tutto e contro tutti,
l’avvenire del sogno e l’avvenire purificato.

«Hurrà, Popolo guerriero,
benedici l’albore che nasce,
maledici il tramonto che muore.
Noi siamo l’Esercito della Miseria,
Noi lottiamo per l’apoteosi della più umana Vittoria.
Noi siamo i divinizzati della Giustizia.
Nei gorghi neri dei vostri sguardi
fiammeggi l’odio,
perchè l’odio è sacro come il bene ed il male.
L’arma è la Verità.
Essa s’incarni dentro di voi
come una lama rovente
e vi seghi,