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tanto il Raccoglitore, un tanto il Poeta pro rata, e il doppio di tutti il Mecenate. Paghino pure i Giornalisti, Eruditi, ec., che ardiscono sentenziare, e parlare di Poesia.

X.

Scrivasi su la porta di tutte le pubbliche Librerie a grandi caratteri: «Ignorerai quasi tutto, che qui si contiene, o viverai tre secoli per leggerne la metà».

XI.

Facciasi una nuova Città, le cui strade e piazze e case sol contengano libri. Chi vuol studiare vada a vivere in quella per quanto tempo ha bisogno, altrimenti le Stampe non lasceran presto alcun luogo alle merci, ai viveri, agli abitanti nelle Città.

XII.

Uno Spedale vastissimo sia eretto, la cui metà sia destinata per gl’Italiani Poeti non dalla natura, ma dalla pazzia condotti a far versi: l’altra a chiunque pretenda di guarirli, e di far risorgere il Buon gusto, e di toglier gli abusi della Italica Poesia con sole parole, ed esortazioni.

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