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delle nostre nozze per tanti anni per quanti a noi farà ritorno, disse Gianni. Noi crediamo che la nostra casetta....

— Veramente che casa! gridò Tacleton. Quattro mura ed il soffitto!... Ma perchè non uccidete quel maledetto grillo? Io lo avrei già fatto da un pezzo, non li posso soffrire.... La mia casa dunque ha anch’essa un tetto e quattro mura, perciò potete venire.

— Uccidere il nostro grilletto? esclamò Gianni.

— Si schiaccia, continuò l’altro battendo fortemente il tallone sul pavimento. Verrete dunque? È del vostro interesse come del mio che le nostre donne si persuadano a vicenda della loro calma contentezza e che non potevano a nozze capitar di meglio. Io le conosco; quel che una donna dice è sempre ripetuto dalle altre con mille aumenti. E il loro spirito di emulazione è tale, caro mio, che se vostra moglie dice alla mia a mo’ d’esempio: io sono la più felice delle donne, mio marito è il migliore tra tutti ed io l’amo con tutto il cuore, mia moglie dirà lo stesso e più alla vostra, e forse finirà per crederne alcunchè ella stessa.

— Dunque voi credete che la vostra non possa?.... chiese il carrettiere.