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Pagina:Dickens - Il grillo del focolare, 1869.djvu/141


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obblierò una sola delle sue rughe, un solo di que’ suoi bianchi capelli. E Caleb trovò modo di balbettare: oh! mia Berta!

— Nella mia cecità, continuò ella con lagrime di delicata tenerezza, io lo credeva ben diverso! Ho avuto continuamente al mio fianco un’anima tutta piena di me e non l’ho neanche immaginato.

— Il tuo babbo elegante e disinvolto dal bel pastrano azzurro è andato via per sempre, disse il povero Caleb.

— Nulla è andato via, diss’ella, no, babbo dilettissimo, nulla è mutato per me. Il padre che io amava tanto e pur non abbastanza perchè mi era ignoto, quel benefattore che io circondava di riverenza e di amore per la tenera simpatia che mi mostrava, tutto io ritrovo in voi, nulla è morto per me. La miglior parte di ciò che mi fu caro è qui, qui con questo volto mesto e questa testa bianca. Oh! babbo, babbo, io non sono più cieca!

Tutta l’attenzione di Piccina era assorta dal padre e dalla figliuola, ma guardando ad un tratto il piccolo mietitore della prateria moresca, vide che tra breve l’orologio avrebbe suonato, e tosto fu presa da una agitazione nervosa.