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Pagina:Dickens - Il grillo del focolare, 1869.djvu/127


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non avevo pensato, lo sento ora, non avevo abbastanza pensato a lei.

— Certamente, disse Tacleton, non avevate considerato la storditezza, la vanità, la civetteria del suo carattere. Ah! sì, tutto ciò vi era sfuggito.

— Fareste meglio di non interrompermi, disse con gravità il carrettiere, specialmente quando non mi comprendete neanche alla lontana. Se ieri non feci a brani l’uomo che osò mormorare una parola contro di lei, oggi gli metterei il piede sul viso, fosse anche mio fratello.

Il mercante di giuocattoli lo guardò trasognato, mentre egli continuava in tuono più mite: — Ho forse riflettuto che giovane e bella io la rapiva alle compagne ed alle feste, di cui era decoro, nelle quali brillava come stella nel firmamento, per racchiuderla nella mia monotona casa, nella mia noiosa compagnia? Ho forse riflettuto che mal si univa la mia calma alla sua vivacità? Ho considerato mai qual titolo poco valevole fosse il mio amore, poichè tutti quelli che la conoscevano l’amavano del pari? No, mai. Ho profittato della sua natura confidente e gaia e l’ho sposata; vorrei non averlo fatto, non per me! ma per lei!