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Pagina:Dickens - Il grillo del focolare, 1869.djvu/118


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Ma l’indifferenza non era nel suo carattere; oh no! perchè poco di poi apparve sulla soglia un certo carrettiere, e Dio la benedica per la lieta accoglienza che gli fece.

E di nuovo gli occhietti fulgenti delle piccole fate si posarono tutti su lui e parevano dire: è questa la donna che ti ha tradito?

Ma un’ombra oscurò la visione che gli era dinanzi: l’ombra gigantesca dello straniero, come la prima volta, era apparsa sotto il suo tetto e tosto ogni altro oggetto si dileguò.

Ma le agili fate simili ad api diligenti lavorarono tanto che quell’ombra si dissipò e Piccina ricomparve pura e bella quanto prima. Ella cullava il bimbo, ninnando con voce soave, inchinando la testa, grazioso contrapposto di quell’altra pensosa che sedeva presso il fatidico grilletto.

La notte, dico la notte vera, non quella segnata dall’orologio delle fate, era profonda; e mentre il carrettiere giaceva immerso in tali pensieri ad un tratto la luna si mostrò luminosa in cielo. Qualche luce serena e quieta spuntò forse anche nell’anima sua; ed egli pensò più pacatamente a ciò che era avvenuto.