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La Diotallevi, da vario tempo, convive col processante Collemasi, al quale ora, perchè non bastantemente sicuro nella sua abitazione, il Governo fa preparare un appartamento dentro il palazzo di Monte Citorio dalla missione, ed il ferraio Apolloni ebbe ordine di apporre inferriate alle finestre dalle quali potessero temersi insidie.


28. — I discorsi generali sono sempre relativi all’opuscolo «Le rivelazioni impunitarie di Costanza-Vaccari Diotallevi nel processo Venanzi-Fausti».

Le persone oneste, nominate dal medesimo, bramano qualche riparazione dal Governo.

Infatti, il Giornale di Roma dei 26 pubblicò un articolo su questo oggetto1.


  1. Agli articoli del Giornale di Roma, il numero V della Cronaca Romana rispose:
          «Il Giornale di Roma, nel numero 269, in data Giovedì 26 Novembre, e l’Osservatore Romano, numero 273, in data di lunedì 30 novembre, pubblicarono due articoli che il pubblico conosce, relativi ambedue alla pubblicazione fatta dal Comitato nazionale romano delle rivelazioni impunitarie di Costanzo Vaccara Diotallevi nella causa Venanzi-Fausti. Con quelli articoli si pretese di toglier fede ai documenti pubblicati, dicendo, che per una parte sono alcune carte informi che si riferiscono ad un processo di cui il partito rubò una parte: sono memorie stragiudiziali come appare dalla stessa loro forma, compilate prima del rogito del rivelo e che rimanevano tuttora presso il Processante, unitamente alla suddetta parte derubata del processo.
          » Per l’altra parte si dice; essere fogli di memorie adulterate, sia col dar loro apparenza di atti giudiziarii, sia coll’opporvi firme a capriccio, sia col travisar nomi nelle rivelazioni, sia coll’aggiungerne altri che dapprima non vi si leggevano.
          » Soggiunge inoltre il Giornale di Roma, esser cosa indubitata e già dalla sentenza chiarita, che tutti gli atti giuridici