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 1861  453

è intimata la sentenza della S. Consulta alle ore 11 di questa sera a Cesare fu Antonio Lucatelli, romano, di anni 37, facchino, omicida del gendarme pontificio Francesco Velluti, per ispirito di parte.


    vittima del potere clericale, compilata da Antonio Fiore di Trani. Livorno, tipografia La Minerva, 1861).
          L’accusato, chiamato innanzi al giudice processante, narrò prima come avesse trascorsa la giornata, e poi soggiunse:
          «Questa è la pura verità, e siccome m’avete detto che dei testimoni hanno assicurato che io fui quello che uccisi il carabiniere, cosi, per provarvi che sono falsità, calunnie ed infamità io posso portarvi in confronto molti testimoni, che li smentiranno, e dichiareranno V innocenza mia. Non posso dirvi altro, per non sapere altro, e lo giuro innanzi a questo crocifisso che ne deve giudicare tutti e due.
          » Al che il processante, con un’arte tutta ammaliatrice per la mente di un idiota, quale si era la sua vittima preconizzata con un sardonico sorriso d’inferno, lungi dal seguire il volere impostogli dalla legge, lungi dal rispondere adequatamentc a quanto in pieno diritto Lucatelli domandava, rispose: essere a tutto provveduto. «Non temete: il sacro tribunale è già pienamente convinto di quanto per pura coscienza deve deliberare: non temete, ripeto, e vi sarà fatta giustizia; anzi le vostre riprove potrebbero esserne d’impaccio, e la vostra sorte potrebbe cangiarsi di colore: perciò siate tranquillo, o presto ci rivedremo.
          » Ma la causa si tenne a porte chiuse; al Lucatelli si fu dato a difensore il Fisco che «si offriva idoneo all’accusa appostagli», e non vennero ammessi i testimoni a difesa. Fu detto al Lucatelli «da qualche pratico detenuto, che egli, prima della seduta, aveva diritto a far esaminare i suoi testimoni, non solo, ma che poteva farsi difendere da un avvocato di sua scelta, e non già dal Fisco, che è un prete. Tutto questo il Lucatelli fece legalmente noto al tribunale, il quale per tutta risposta si servì del silenzio.... » (Opuscolo, cit., pagg. 32-38).
          Il fisco, mutatosi, con molta coscienza, in difensore, conchiuse: «che l’accusato Cesare Lucatelli è reo convinto della uccisione del gendarme Velluti, vittima della ribellione provocata dallo