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Monsignor Borromeo, però, volle che in quella di S. Carlo al Corso venisse solennemente cantato.

Ecco il proclama del Comitato nazionale:

«Romani!

«Per volontà del Parlamento e per Decreto del Governo del Re, sarà d’ora in avanti sacra alla Patria redenta la prima Domenica del mese di Giugno. S’approssima il primo di questi giorni memorabili che ricorderanno ai nostri posteri più lontani il risorgere di un gran popolo dopo secoli di sventure, che quasi l’intiera Italia da un capo all’altro lo festeggia colla gioia di un popolo libero, benedicendo a Dio, al Re, a quanti soffersero, a quanti morirono per essa, a quanti coll’ingegno e col braccio concorsero ad affrancarla dal servaggio nostrale e straniero.

» Il vostro Comitato Nazionale sarebbe lietissimo, o Romani, di potervi invitare a manifestare con segni esteriori la gioia a cui partecipa l’animo vostro. Ma lo stato deplorabile a cui siete ridotti in nome del Dio delle Misericordie, il rispetto che per gratitudine dovete ai soldati di una Nazione amica, i quali per una fatale necessità sono ancora costretti a puntellare un Governo che disprezzano, comprimendo un popolo che amano e stimano, hanno invece consigliato al vostro Comitato di esortarvi a rimaner tranquilli, astenendovi da qualsivoglia publica dimostrazione. D’altronde nello stato attuale di servaggio a cui Roma è tuttavia condannata, le publiche dimostrazioni non valendo che una protesta contro il Governo oppressore, il Comitato ha creduto che, dopo le