Pagina:Diario di Nicola Roncalli.djvu/396

370 diario roncalli



3. — Fin dal giorno 29 di febbraio, i faziosi divulgarono ed affissero per la Città alcuni scritti contenenti quanto appresso:

«Chi fuma
Prende tabacco
E giuoca al lotto
La mattina è vivo
La sera è morto».


4. — Nella mattina dei 3 marzo, tre gendarmi pontifici, in borghese, intimarono bruscamente ad alcuni giovani della Sapienza, che si trattenevano al di fuori di essa a fumare con pipe democratiche e tabacco francese, di entrare o partire.

L’ultimo fu riguardato come un insulto e, riunitisi circa un centinaio di essi, abbandonando il primo progetto di piombare sopra i provocatori, si portarono, invece, dal generale francese a farne le loro rimostranze.

Questi, all’istante, mandò i suoi gendarmi a discacciare i pontifici in borghese od agenti di polizia, e, contemporaneamente, si recò dal cardinale segretario di Stato per concertare gli analoghi provvedimenti.

Però, il generale francese rispose in iscritto alle proteste dei giovani della Sapienza ed ai 4 di marzo mandò copia di tale riscontro alla Polizia pontificia.

In sostanza, dice che gli studenti debbono interessarsi del profitto negli studi e non di altro; che la di lui missione è quella di tutelare l’ordine e che laddove si cercasse di turbare questo, egli si vedrebbe costretto ad usare la forza.