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dai discorsi dei Fanatici, nemici del Governo, in quella principalmente di Roma. Per non aumentare l’urto del popolo progredendo con il mezzo della Forza si esclusero dall’esecuzione tutte quelle persone che vi avrebbero dovuto aver parte e vi si sostituì quanto di più infame e di peggio racchiudesse Roma. Furono dunque fissati i Festini al Teatro Comunale di Tordinona, avendo l’impresario di quello di Aliberti negato di farli; non più colla forza ma con insinuazione si fece sentire ai Venditori di oggetti di Maschere che l’esponessero nelle loro botteghe alla vendita, ma ad eccezione del primo fautore del Carnevale, che pure pochi giorni dopo le levò persuaso da alcune voci vaghe del popolo, non si vide esposta una Maschera, schermendosi tutti, chi con una, chi con un’altra ragione dal farlo e, non avendo un primario Negoziante, chiamato dal Comandante Francese, creduto di poter negare d’averne, piuttosto che contribuire che si dìssubbidisse al Suo Sovrano, lo pregò di accettarle in dono, e gli le fece portare alla sua abitazione.

La Nobiltà, le persone agiate e le Brillanti della Città, che più avvicinano i Francesi, avevano ancor esse dimostrato la loro renitenza di approfittare del Carnevale, ma l’andare settimanalmente in folla nelle feste da Ballo faceva restare indecisi sul partito che avessero preso. Una felice combinazione dette loro campo di calare la visiera. Il General Miollis non aveva mai dato festa di Venerdì. Il giorno 20 gennaio, sebbene venerdì, fu un giorno prescelto, ed ebbe la mortificazione dì ritrovarsi solo, ed attornato soltanto dall’Ufficialità Francese, da poche loro mogli e da alcune famiglie Oltramontane, le quali furono tanto sensibili a questa combinazione che per ripararvi e dimostrare la loro divozione al Sovrano territoriale (non debbo dire il capo della Chiesa, essendo la maggior parte protestanti) si rifiutarono di continuare nei giorni del solito carnevale di Roma alcune rappresentanze Teatrali, che nell’interno delle loro abitazioni per lo innanzi facevano. Questo subitaneo allontanamento della Nobiltà, del Mezzo Ceto e perfino delle donne brillanti dette luogo ad alcune lagnanze dalla parte del generale e da quelle degli Ufficiali dello stato maggiore massime con quelle Dame, che godono un’opinione più generale, le quali tutte francamente risposero che quanto