Pagina:Dialogo della salute.djvu/78


APRILE


Che più d’un giorno è la vita mortale,
     nubilo breve freddo e pien di noia,
     che può bella parer ma nulla vale?
Petrarca, Trionfo del tempo



Il brivido invernale e il dubbio cielo
e i nembi oscuri, che al novello amore
han fatto schermo della terra antica,
dispersi a un tratto, al sol ride la terra
che d’erbe e fiori ancor s’è ricoperta,
se pur il ciel di nubi ancora svarii,
onde occhieggian le stelle nelle notti,
e nere fra il lor vario scintillare
traggan le lunghe dita pel sereno,
che al piano oscuro ed ai profili neri
degli alberi dei monti si congiungono.
Ma nel cielo e pel piano, ma nell’aria,
ma nello sguardo della tua compagna
e nel pallido viso,
ma nel tuo corpo, ma per la tua bocca
canta ciò che non sai: la primavera.

Così mi tragge a me stesso diverso,
e amor m’induce e desiderio, ancora
ch’io non sappia perchè — pur fiducioso.
Che pure in me natura si nasconde
insidiosa, e ignaro me sospinge....
Ahi, che mi vale, se pur fugge l’ora